Il weekend non è ancora finito e già mi manGa...

Non mi piace prendere l'autobus. Non perchè cade a pezzi, non perchè arriva in ritardo e neanche perchè è scomodo, ma perchè è pieno di gente. Gente pazza, gente malata, gente con una consapevolezza dell'igiene personale pari a quella che c'era nel medioevo.
E oltre a tutto questo, io attiro la gente pazza. Davvero. Non so perchè. Ma qualcosa in me attrae i degenerati mentali. E' un fatto.
La penultima volta è stato il pazzo muratore. Un signore in stampelle. Arrivo alla fermata del bus e lo vedo in attesa. Appaiono sempre normali, tutt'al più un po' sciatti. Poi appena iniziano a parlare ti accorgi che sono completamente sconnessi. C'è di buono che si inganna l'attesa. Finora non ne ho mai beccato uno pericoloso.
Iniziano sempre con una domanda innocente. Questo in stampelle inizia con un "Scusi, l'autobus per V. passa a e 25?"
"Sì, esatto." nella prossima vita voglio nascere maleducata, ve lo dico già.
Potrebbe finire così. Potrebbe pure voler fare due chiacchere per ingannare l'attesa e sarebbe anche piacevole. No. Deve iniziare lo show.
"Vengo adesso dall'ospedale. Eh già."
"...mi spiace..."
"Stavo lavorando su un'impalcatura e arriva il ragazzo giovane. Gliel' avevo detto che non passava con la carriola ma lui "No, no ce la faccio" ecco, lui ce la fatta e pure la carriola e io son caduto. Da 10 metri."
Ok. A questo punto, qualunque cosa faccia è inutile. Se non si risponde a un pazzo e lo si ignora, lui continua. Se gli si risponde, non importa cosa si dica, continua comunque.
La storia della carriola viene ripetuta altre quattro volte, ogni volta come fosse una novità nella narrazione.
Seguita dalla storia, "Bella Pasqua che trascorro, e ma appena incontro quel ragazzo lo sistemo." "Per lei è giusto, che anzichè col secchio sale con la carriola piena?"
Le storie di vendetta non sono mai fighe come nei film, sigh. 

Comunque, questa volta è toccato ad una donna tinta. La sua domanda innocente di apertura è stata: "Fa caldo oggi, vero?"
"Sì, davvero."
E il suo show è stato un po' più complesso. Se il signore in stampelle poteva avere la scusa di aver battuto la testa, la signora
"Ma tu dove abiti a L.?"
"No, a G., ma vado un attimo a L. a trovare un'amica."
Regola uno, mai dare informazioni personali, sempre inventare baldraccate. Non sono pericolosi, ma non per questo ci tengo a rivederli.
"Ah ho capito, io vado a L. a trovare mia madre. Ma è vero che nella zona hanno scoperto gli imbrogli della famiglia X che secondo me dal colore porta negatività. Tipo adesso sono stata dal parrucchiere P. ma lui ha sicuro gli imborgli con T., ma secondo te, visto che mi faccio sempre i capelli lì, la negatività su chi va? Su di me? No, no, ecco non lo penso neanch'io. Torna su P. e forse su T., ma su sua moglie pure dici?"
E io dico, sì su P., su T., ma non sulla moglie, no. Che tanto se non dico o se dico che ho una mongolfiera arancio panna in frigo, non cambia assolutamente nulla.
Nella loro mente scollegata tutto è distorto.
E quindi inizia il suo show fatto di vari personaggi che agendo portano negatività attraverso il colore.
A parte il concetto di negatività, di cui abusa, il resto sul colore e varie famiglie del luogo mi sfugge completamente.
Essendo in preda ai crampi mestruali, quanto meno la signora mi offre una distrazione per tutto il viaggio in bus. Sì, perchè si siede di fianco a me, c'erano dubbi?
Comunque tra varie negatività ("Ecco, l'autobus è partito, ma il rumore va indietro, è negatività per te?" "Assolutamente sì") le ho fatto da oracolo, rivelandole che la madre è sì in preda alla negatività di un vicino, ma non uno con cui parla, bensì uno del piano di sopra, che però a luglio si risolverà.
Comunque, davvero. Non è una sensazione, nè una coincidenza. E' un fatto. Se buttate un pazzo in una camera con 100 persone e più, tra cui la sciagurata qui presente, il pazzo verrà da me. Sicuro come l'oro.
Devo avere qualche caratteristica per cui percepiscono che non mi ribellerò, nè tenterò la fuga.
Il massimo che oso è far partire la finta chiamata col cell e rispondere allontanadomi quando posso.
Poi finchè non sono pericolosi, li ascolterò I promise.
Sarò come San Francesco D'assisi con le sue bestiole.

Mi sono consolata con qualche acquisto manga:
Vita da cavie
Nagatacho Strawberry
Taranta ranta




Perdere una cosa perchè è troppo importante.

Papà Hiroshi: "Dove hai messo i programmi per pc?"
    Maki: "Li ho messi in un posto talmente sicuro che nemmeno io li trovo più."
      Papà Hiroshi: "Muori!"

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        Whistle



        The man who sold old stuff...

        So, here we go. Ho un sacco di robaccia, visto che non so proprio staccarmi dalle cose e quindi di buttare via non se ne parla. Da trucchi a soprammobili, da riviste a gadget, dalla a alla z, negli anni ho accumulato un vero tesoro di immondizia. (Volete una stella ninja? Ce l'ho! Volete il gioco Pocket fashion designer del 1300 a.C.? Ce l'ho!) Sono come la robivecchi di Labyrinth, raccolgo le cose perdute e dimenticate. Quindi se c'è qualcosa che vi interessa, che cercate e non trovate (vetusto o meno) fatemelo sapere, perchè è probabile che nel mio antro magico ci sia. E non solo vendita, rigà, cioè se chiedete bene ve le regalo pure e accetto anche scambi con vostra robaccia di cui non riuscite a liberarvi come me. Vediamo, per iniziare,il mio sguardo si posa sulla mia pseudo collezione di statuine varie, tra cui le famose Fate Emailatemi pure i vostri interessi.